Malcolm X, storia di un rivoluzionario

Oggi 21 febbraio è l’anniversario della morte di Malcolm X, personaggio controverso, provocatorio e integralista ma capace di suscitare un grande fascino. A più di 50 anni dalla sua morte sembra difficile dimenticarlo ma una domanda continuare a fluttuare nella mente di chiunque si accosti a lui: chi era Malcolm X?
Si perché ci sono state molte fasi della sua vita ed è proprio questo a renderlo così interessante, l’incredibile energia che emana anche solo leggere la sua storia. Prima ottimo studente all’high school che lascia dopo alcune parole di un suo insegnate: “non credo che fare l’avvocato si addica a un negro”, poi il risucchio nel ghetto nero, le droghe, le truffe, la prostituzione e la galera. Proprio dietro le sbarre avviene la conversione all’islam e alla setta di Elijah Muhammad (Nazione dell’islam). Un Islam sui generis, secondo cui i bianchi erano demoni, geneticamente plasmati da un malvagio scienziato chiamato Yacub, mentre i neri americani appartenevano all’antica tribù asiatica degli Shabazz ridotta in schiavitù. La Nazione dell’Islam chiedeva ai convertiti di ripudiare il cognome “da schiavi” sostituendolo con una “X”; predicava non l’integrazione ma la separazione tra bianchi e neri. Dopo aver reclutato migliaia di membri ed essere arrivato quasi all’apice dell’organizzazione, Malcolm X se ne allontanò nel 1964. Ma questi non smisero di perseguitarlo per via delle sue tuonanti dichiarazioni, saranno dichiarati colpevoli per il suo omicidio proprio tre membri della Nazione per l’islam. In seguito compì un pellegrinaggio alla Mecca, al ritorno dal quale il suo pensiero mutò radicalmente avvicinandosi ancora di più ai diritti civili e a una visione pacifica di convivenza tra gli uomini senza barriere ideologiche o etniche:


«I diritti umani sono qualcosa che avete dalla nascita. I diritti umani vi sono dati da Dio. I diritti umani sono quelli che tutte le nazioni della Terra riconoscono. In passato, è vero, ho condannato in modo generale tutti i bianchi. Non sarò mai più colpevole di questo errore; perché adesso so che alcuni bianchi sono davvero sinceri, che alcuni sono davvero capaci di essere fraterni con un nero. Il vero Islam mi ha mostrato che una condanna di tutti i bianchi è tanto sbagliata quanto la condanna di tutti i neri da parte dei bianchi. Da quando alla Mecca ho trovato la verità, ho accolto fra i miei più cari amici uomini di tutti i tipi – cristiani, ebrei, buddhisti, indù, agnostici, e persino atei! Ho amici che si chiamano capitalisti, socialisti, e comunisti! Alcuni sono moderati, conservatori, estremisti – alcuni sono addirittura degli “Zio Tom”! Oggi i miei amici sono neri, marroni, rossi, gialli e bianchi!»

Suo contemporaneo fu Martin Luther King, spesso visti come figure opposte per via dello spirito pacifista, non violento e moderato di King in realtà essi sono stati complementari e necessari l’un l’altro.
Fu assassinato durante un suo comizio pubblico a Manhattan, a 39 anni, con sette colpi di arma da fuoco. Pochi giorni dopo al suo funerale furono presenti ben 1 500 000 persone.

Fonti:

Autobiografia di Malcolm X

Malcolm X di Spike Lee

The ballot or the bullet di  Malcolm X

Wikipedia, voce: Malcolm X

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