Da Apple a Fedez: quando marketing é sinonimo di successo

Oggi compie 43 anni una delle maggiori aziende informatiche ed elettroniche del pianeta, la Apple. Un’azienda che ha mostrato a tutti l’importanza del marketing, e di quanto quest’ultimo sia capace di influenzare il commercio di qualsiasi tipo di prodotto.
Lo ha spiegato Fedez, citando Malcom McLaren, in un’intervista con Marco Montemagno.
McLaren fu capace di insegnare all’intera discografia l’importanza del business tramite i Sex Pistols, trasformandoli nella prima boy-band della storia della musica e in uno dei gruppi più influenti della storia.
La straordinarietà del fenomeno Sex Pistols era celata dietro l’attenzione del pubblico, che non era riposta nel valore del prodotto, contenutistico o musicale che fosse, ma sui capi di abbigliamento, sul gossip, e su tutto ciò che concerne l’apparenza.
Ora, analizziamo gli excursus di una delle più grandi aziende elettroniche e informatiche al mondo, e del più influente cantante italiano partito dal rap.
Ipotizzando una mano di tre carte, la prima che entrambi i soggetti presi in considerazione hanno utilizzato è sicuramente l’innovazione.
Sia Apple che Fedez si sono rivelati, più volte negli anni, innovatori.
Fedez ha rappresentato, durante l’alba della sua carriera, la speranza che il rap in Italia assumesse un peso specifico: era giovane, le tematiche interessanti, ed era sotto Tanta Roba, etichetta fondata da Gue’ Pequeno e Dj Harsh, e che ai tempi annoverava giovani promesse della scena, quali Salmo, Gemitaiz e Madman.
Fedez è stato più volte un passo avanti a tutti, ha anticipato quella vena pop a cui il rap è inevitabilmente andato incontro, nei testi proponeva contenuti interessanti, amava giocare sull’italiano medio e sui suoi soliti cliché, e fino a Pop-Hoolista il futuro appariva ancora roseo.
Dall’altra parte abbiamo Apple, anche lei visionaria per decenni, la prima azienda a dare un’impronta smart al proprio prodotto ed un discreto sistema di sicurezza ai server dedicati ai suoi consumatori.
Già forte dei suoi Macintosh, Apple entrò di prepotenza nel mondo degli smartphone con IPhone, che nelle sue prime 4 versioni fu sempre un passo avanti a tutte le aziende concorrenti.
Il primo passo fu il touch screen, poi la fotocamera interna, successivamente la capacità di fare video e poi la compattezza e il design.
La seconda carta rappresenta la brusca frenata che il processo avanguardistico di entrambi ha subito.
Si vedano gli ultimi prodotti delle due aziende -considerando Fedez come primo amministratore di tutto ciò che comprende i suoi guadagni:
iPhone Xs e Paranoia Airlines.
Ciò che iPhone Xs porta al consumatore non è niente di nuovo -o di diverso- rispetto a ciò che Samsung, Guardi ed innumerevoli altre aziende hanno introdotto nel loro prodotto da almeno due anni.
Se il top di gamma Apple ha due fotocamere, l’equivalente Samsung ne ha 4.
Lo stesso schermo, punto di forza dell’ultimo smartphone di casa Apple, ha la stessa qualità del Samsung S9 uscito lo scorso anno.
Paranoia Airlines è invece l’ultimo album di Fedez.
È il primo album da solista dopo i fruttuosi anni in duetto con J-Ax, e si può considerare come un progetto riuscito a metà: i cliché sono i soliti, il contenuto non è all’altezza delle aspettative, ed il tentativo di riavvicinarsi ad una scena rap che non ha approvato la scelta del buon Federico di calarsi in una dimensione pop c’è stata.
Qualche featuring importante, Tedua e Trippie Red e la Dark Polo Gang -mosse giuste anche se non totalmente azzeccate per dare un tono hip-hop/trap al prodotto-, ma anche Zara Larsson ed Annalisa per non abbandonare quel pop che tanto ha fatto da chioccia negli ultimi anni.
La domanda sorge spontanea, come fanno prodotti dal valore medio a continuare a fatturare tantissimo? È il consumatore stupido o l’azienda intelligente?
La risposta si cela nella terza ed ultima carta, l’asso nella manica che costituisce il segreto del successo di queste aziende: il marketing.
Apple ha costruito il concept dei propri prodotti su di un ecosistema, che connette tutto ciò che fa parte delle nostre vite, televisione, computer, musica, sport, biglietti aerei, carte di credito, e ci da la possibilità di gestirli tutti da un solo dispositivo.
E non si ferma a questo, anche l’immagine è importante, si veda il fantastico Apple Store di Milano, situato in pieno centro.
Fedez invece, per promuovere le vendite del proprio disco, crea una capsule collection, ossia dei capi di abbigliamento in edizione limitata, riservate a chiunque acquisti l’album.
È una mossa geniale, non è il primo e non sarà l’ultimo, ma pochi artisti possono permettersi una capsule disegnata da Chiara Ferragni.
Prima di un’ultima analisi, è giusto dirvi che chi scrive è un consumatore Apple ma non un cultore informatico, e non è un fan di Fedez ma è un appassionato di rap.
Ciò che sopraeleva Fedez ed Apple rispetto ai concorrenti, è il rapporto con il pubblico.
Non c’è bisogno che tu ne capisca di musica o abbia studiato informatica, se ascolti Fedez o hai un IPhone, difenderai sempre il prodotto che acquisti, perché instauri un rapporto con l’azienda.
Quindi, il marketing non solo ha la stessa importanza del prodotto, ma è l’unico fattore capace di incrementare il valore di quest’ultimo.
C’è da chiedersi però, fino a quando saremo capaci di differenziare questi due prodotti? Nel momento in cui non lo saremo più, sarà perché l’importanza del marketing ha superato quella del prodotto? È possibile che avvenga il contrario?

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